Reggio Calabria
 

"Thalassa": condannati Andrea e Francesco Vazzana, nipoti del "Supremo", Pasquale Condello

thalassaIl Gup di Reggio Calabria, Pasquale Laganà, ha emesso la sentenza del procedimento "Thalassa", celebrato per chiarire le dinamiche criminali che ruotavano attorno al complesso residenziale nella zona nord della città. Secondo l'impostazione accusatoria, quel grande edificio sarebbe stato costruito interamente dalla 'ndrangheta.

Nel mirino le cosche Tegano e Condello, entrambe originarie del quartiere Archi, periferia nord della città, ed appartenenti al gotha della 'ndrangheta. E proprio in quelle zone – in Contrada Armacà – è sorto il complesso residenziale "Thalassa", che dà il nome all'operazione.

A finire in manette nel maggio 2018 furono, tra gli altri, Andrea Vazzana (classe 1967), Francesco Vazzana (classe 1970), nipoti del superboss Pasquale Condello, catturato il 18 febbraio 2008. I due vengono puniti rispettivamente con 20 anni di reclusione e con 13 anni e 4 mesi.

Il sodalizio, attraverso la gestione "di fatto" di alcune imprese, si era infiltrato nell'esecuzione di appalti e lavori edili acquisendone il pieno controllo e condizionandone l'ordinaria attività. Ingenti ricavi per le cosche reggine, attraverso la società Tegra Costruzioni Srl, rilevatasi un mero schermo finalizzato a nascondere l'interesse degli "arcoti" nell'edificazione e nella successiva gestione della vendita dei fabbricati. Infatti, gli amministratori della Tegra avrebbero ceduto agli esponenti delle cosche Tegano e Condello la selezione della gran parte delle imprese fornitrici e dei compratori degli immobili, ottenendo in cambio la garanzia derivante dalla protezione delle cosche, nonché l'ampliamento dei propri interessi imprenditoriali attraverso la gestione, in una porzione del complesso, di una attività ricettiva.

Elemento cardine quel Paolo Schimizzi scomparso senza più dare traccia di sé dal settembre 2008. Il plenipotenziario della cosca Tegano, vittima di un caso di "lupara bianca" sarebbe stato il dominus di tutto fino al momento della scomparsa. E tutto sarebbe filato liscio tra le famiglie Tegano e Condello: l'unico momento di stasi, sarebbe arrivato proprio nei mesi successivi alla scomparsa di Schimizzi.

Nel contesto relazionale, emergerebbero ancora due soggetti già noti alle cronache: l'imprenditore Giuseppe Crocè, e il politico-imprenditore Dominique Suraci (questi non risulta indagato), alla sbarra nel processo "Sistema-Assenzio". La dimostrazione arriverebbe dalla ricostruzione che danno gli inquirenti delle trattative per l'acquisto di una consistente porzione del fabbricato da adibire a punto vendita di una società operante nel settore della grande distribuzione, dove Crocè e Suraci erano egemoni fino a qualche anno fa. I fatti si riferiscono agli anni che partono dal 2006, quando Suraci occupava anche il ruolo di consigliere comunale negli anni del "Modello Reggio".

Crocè è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Identica condanna per Peter Battaglia, dirigente comunale di Reggio Calabria. Per lui, però, il pm Stefano Musolino aveva invocato 12 anni di reclusione. Battaglia, viene condannato per corruzione, ma viene assolto dalle circostanze che lo volevano connivente con la 'ndrangheta. Dalla Procura, Battaglia veniva considerato contiguo agli ambienti criminali, anche sulla scorta delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che avrebbero evidenziato il suo ruolo nell'organizzazione, attraverso trattamenti di favore per "facilitare" la costruzione del complesso immobiliare "Thalassa". Peter Battaglia, in cambio di queste "agevolazioni", avrebbe così ricevuto due appartamenti a prezzi irrisori, uno intestato ad egli stesso ed uno intestato alla moglie. Acquisti su cui la difesa ha prodotto ampia documentazione per smontare un'impostazione accusatoria che, evidentemente, non ha trovato riscontro vista la decisione del Gup Laganà. 

Tra le assoluzioni, quella di Barbara Crocè, imprenditrice figlia di Giuseppe Crocè, e quella di Giorgio Benestare, detto "Franco", considerato uomo forte della cosca Tegano di Archi. 

Ecco il dettaglio della sentenza:

Peter Battaglia 3 anni e 4 mesi

Anna Maria Cozzupoli 4 anni e 8 mesi

Giuseppe Crocè 3 anni e 4 mesi

Francesco Polimeni detto Franco 20 anni

Andrea Vazzana 20 anni

Francesco Vazzana classe 1970 13 anni e 4 mesi

Pietro Zaffino 4 anni e 8 mesi

Assolti

Natale Barillà, Giuseppe Cuzzucli, Pasquale Labella, Giuseppe Pellicone, Vincenzo Pellicone, Giorgio Benestare detto Franco, Fortunata Barbara Crocè, Andrea Domenico Firriolo