Delitto Caccia, i figli: “Accertata solo mezza verità”

caccia bruno500"Quanto e' stato accertato fin qui dai processi e' solo una mezza verita'". Guido, Paola e Cristina Caccia, figli del procuratore di Torino Bruno Caccia ucciso dalla 'ndrangheta, commentano cosi' la conferma in Cassazione dell'ergastolo a Rocco Schirripa, accusato di aver fatto parte del gruppo di fuoco che la sera del 26 giugno 1983 uccise il magistrato. "Mancano ancora - dicono i famigliari - i nomi degli altri esecutori e non e' stata fatta piena luce su movente e mandante".

La condanna all'ergastolo, in Cassazione, di Rocco Schirripa, accusato di far parte del gruppo di fuoco che nel 1983 uccise il procuratore di Torino Bruno Caccia, e' "un altro passo sulla strada della verita'". Ma ora "e' venuto il momento di fare definitivamente chiarezza su tutte le responsabilita' coinvolte nell'omicidio". Lo affermano i figli del magistrato, Guido, Paola e Cristina, commentando la decisione dell'ultimo grado di giudizio. Sull'omicidio Caccia pendono ancora, a Milano, due procedimenti. Quello aperto nel 2015, e ancora pendente presso il Gip di Milano, indica mandante ed esecutore seguendo piste gia' presenti in atti del primo processo. E' invece in fase di indagini preliminari, presso la Procura generale che ha avocato a se' il fascicolo, il procedimento a carico di Francesco D'Onofrio, aperto in seguito alle rivelazioni del pentito di 'ndrangheta Domenico Agresta, che lo indica come killer. "Auspichiamo che collaborino a questo sforzo tutte le forze in campo - aggiungono i figli di Bruno Caccia - e l'intera societa' civile, da cui forse potrebbe giungere un aiuto decisivo nella ricostruzione dei fatti".

"Ci ha fatto piacere che il procuratore generale della Corte di Cassazione, Alfredo Viola, nella sua requisitoria, abbia riconosciuto 'il lavoro encomiabile delle parti civili per fare piena luce su ogni anfratto del delitto".

"Noi sappiamo quanto e' stato approfondito e ad ampio raggio quello del nostro avvocato, Fabio Repici - aggiungono - Il pg ha anche dichiarato che 'le trame di questo omicidio sono ampie e complesse', cio' che anche noi abbiamo sempre sostenuto". I figli del magistrato ucciso esprimono "profonda gratitudine" all'avvocato Repici e al dottor Mario Vaudano (ex collega del procuratore assassinato, ndr) "per il lavoro, l'impegno e l'intelligenza profusi in questi anni per aiutarci nella ricerca della verita'".